Abbiamo parlato con Anders Spicker di Raptor delle customer data platform (CDP), con un focus sulle aziende di e-commerce. Abbiamo toccato molti temi: cos'è una CDP, quando un'azienda dovrebbe prenderne in considerazione una, quali dati sono più preziosi e altro ancora.
Come si sono evolute le CDP
Siamo partiti da quanto è cambiato il panorama delle CDP dalla nostra precedente conversazione con Anders, più di due anni prima. All'epoca molti si aspettavano che cookie e dati third-party sparissero presto. Non è ancora successo, ma Anders ha notato che le aziende danno sempre più valore ai dati first-party e che l'innovazione in quest'area procede rapidamente.
Implementare una CDP: qual è il momento giusto?
Implementare una CDP richiede molto lavoro, quindi abbiamo chiesto ad Anders quando un'azienda dovrebbe iniziare a valutarla. La sua risposta: serve una solida base di consensi, probabilmente di almeno 10.000 indirizzi email.
Ma non è solo una questione di numeri. Serve una strategia digitale chiara fin dal primo giorno. Deve prevedere come ottenere il giusto consenso e quali domande porre, in modo che i dati raccolti siano davvero utili. La preparazione è fondamentale.
Serve anche il sostegno del consiglio di amministrazione e un team dedicato, anche solo di un paio di persone. Devono saper far dare priorità alle attività in IT e avere le competenze per gestire correttamente i dati.
Diventare un merchant data-driven inizia dalla raccolta di dati sufficienti. Il gamification marketing e altri metodi interattivi possono fare una grande differenza per raggiungere il volume necessario a una gestione dei dati più avanzata.
Man mano che i dati crescono, cresce anche la complessità. Collegare fonti come ERP, CMS e marketing automation può essere difficile. È qui che entra in gioco una CDP, che ti offre una visione a 360 gradi, unificata e accurata, dei tuoi clienti.
I dati che contano di più
Quando si tratta di raccogliere e attivare i dati dei clienti, Anders ha sottolineato che i dati comportamentali contano di più, soprattutto lo storico degli acquisti: cosa comprano i clienti, quando comprano e quanto spendono. Vale sia per l'e-commerce sia per il B2B. I modelli d'acquisto (cosa, quando e dove si compra) dicono molto sulle abitudini e le preferenze delle persone.
Anders ha fatto un esempio. Immagina due clienti. Uno compra una padella antiaderente d'impulso dopo una rapida ricerca su Google. L'altro fa ricerche accurate per trovare la migliore padella disponibile. Entrambi i percorsi producono dati diversi che puoi usare nella tua strategia.



Mettere al lavoro i dati della CDP
Anders ha spiegato che più insight hai, più i tuoi messaggi possono essere personali e pertinenti. E i messaggi personali e pertinenti spesso ottengono tassi di clic, tassi di conversione e valori medi dell'ordine più alti.
Ha sottolineato che, dopo aver analizzato centinaia di milioni di email, Raptor ha rilevato che le email personalizzate hanno tassi di disiscrizione molto più bassi e un fatturato per email molto più alto rispetto alle email di massa.
Ha inoltre ribadito il valore di chiedere ai clienti cosa gli piace e cosa potrebbero acquistare in seguito. Questo aiuta a ottenere il massimo dalle relazioni con i clienti e a costruire fidelizzazione. Anders vede la gamification come un ottimo modo per creare interazioni significative e fidelizzazione, e ritiene importante dare qualcosa in cambio ai clienti per il loro contributo.
Dove si inserisce la gamification
Se stai lavorando verso una CDP, o ne hai già una, le campagne interattive sono un modo pratico per alimentarla con dati migliori:
- Fai crescere la tua base di consensi con giochi che premiano chi si iscrive.
- Fai le domande giuste. Un quiz o un product finder raccoglie preferenze e intenzioni direttamente dai clienti.
- Mantieni il flusso dei dati. Invia ogni risposta e ogni opt-in direttamente al tuo CRM, alla tua piattaforma email o alla tua CDP tramite le integrazioni.
Scopri di più sull'arricchimento dei dati dei clienti con la gamification e su come farlo tenendo presente il consenso in ripensare il brand engagement nell'era della privacy dei dati.
Punti chiave
Il settore delle CDP continua a crescere e a innovare. Queste piattaforme riuniscono fonti di dati sparse per alimentare esperienze personalizzate e migliori prestazioni di marketing. Richiedono un investimento iniziale, ma il valore a lungo termine dei dati sui clienti le rende senz'altro da valutare.
Grazie ad Anders per aver dedicato del tempo a condividere le sue conoscenze. Vuoi iniziare a costruire i tuoi dati first-party adesso? Prova Scratcher gratis per 14 giorni.




